Il concerto di musica sacra che l’Associazione musicale Coro Vico Alto di Siena presenta domenica 9 maggio nella stupenda Basilica di Provenzano, tanto cara alla storia e alle passioni dei senesi, ha per programma l’esecuzione di due Messe di generi ed epoche completamente diversi: la Messa in sol maggiore di Franz Schubert, opera giovanile del Maestro, e la Misa Criolla dell’argentino Ariel Ramirez (in prima esecuzione a Siena) nella quale l’autore riesce a fondere in modo mirabile melodie popolari dell’America latina, filtrate dalla profonda spiritualità e religiosità delle popolazioni di quelle lontane terre.
Messa in sol maggiore di F. SCHUBERT
Delle sei messe scritte da Schubert, le quattro giovanili (di cui quella in sol maggiore è la seconda) le quattro giovanili si distinguono dalle due ultime in quanto composte direttamente per l’ uso liturgico secondo le leggi rigidamente fissate dall’ autorità ecclesiastica. E’ di estremo interesse, infatti, riconoscere nelle “giovanili” la perdurante influenza della solida pratica musicale in uso nel vecchio stile sacro viennese, filtrata attraverso la giovanile anima romantica di Schubert.
La Messa in sol maggiore, scritta in soli sei giorni dal 2 al 7 marzo 1815, è senza dubbio la più notevole delle predette quattro opere, realizzata con grande profondità di sentimento. Essa è lontanissima dalla gioiosa esultanza mondana della precedente, come appare dalla strumentazione di soli archi e si avvicina moltissimo, nel contenuto spirituale, alla Deutsche Messe del 1826. Spiccano in essa: il delicato Kyrie, il Credo fervido di candida fede, il Sanctus, che ha un bell’ adagio introduttivo, il melodioso Benedictus (di carattere piuttosto profano) e l’espressivo beethoveniano Agnus Dei. Si osservano qui i progressi compiuti da Schubert sotto la guida di Salieri e la crescente abilità del giovane maestro nel cimentarsi con la musica polifonica.
Protagonisti del concerto il soprano Delia Palmieri, il tenore Edgardo Rocha Trotta, il coro Vico Alto di Siena, il baritono Massimo Naccarato con l’accompagnamento pianistico del Maestro Andrea Secchi e la direzione del Maestro Pia Palmieri.
Misa Criolla di A. Ramirez
Quando Ramirez registrò per la prima volta la sua Misa Criolla a Buenos Aires nell’ottobre del 1964 fu facile percepire che si trattava di un’ opera di attrazione universale, ma nessuna poteva prevedere un così gran successo: la registrazione originale, pubblicata in quaranta Paesi, fu venduta in più di tre milioni di copie.
La “Misa”, cantata su un testo in castigliano approvato nel 1963 dalla Commissione liturgica per l’America Latina, è una sorprendente combinazione di melodie, forme e ritmi tradizionali dell’ Argentina e dei Paesi Ispanoamericani.
Il Kyrie, nel ritmo andino “vidala-baguala” suggerisce, nella parte affidata al solista, l’immensità, la solarità e l’ aridità degli altipiani argentini.
Il Gloria utilizza un “carnavalito yaravi” (in 2/4 e tonalità minore). Il carnavalito ha una grande varietà di danze, le più diffuse negli altopiani del nordest dell’ Argentina, del Perù e della Bolivia.
Il ritmo ossessivo del Credo è invece la chacarera trunca” di Santiago del Estero, regione dell’Argentina settentrionale.
Il carnaval, anche se di tipo boliviano, appare anche nel Sanctus, in tempo ternario e tonalità maggiore, caratteristico di Cochabamba (città della Colombia).
L’Agnus Dei, ispirato da una preghiera in favore della pace, è scritto nello stile lirico pampeano (originario, cioé della Pampa).
L’organico originale della “Misa” prevede uno o due solisti, un coro misto, un organo o pianoforte e un gruppo strumentale con charango (chitarra con cinque corde doppie) la quena (flauto popolare), il siku (flauto di Pan boliviano) e un’ ampia varietà di strumenti regionali a percussione.
La parte vocale della “Misa” è affidata al soprano Delia Palmieri, al tenore Edgardo Rocha Trotta e al Coro Vico Alto di Siena con l’accompagnamento orchestrale del Confinensemble di Firenze (Jacopo Lisanti, flauto - Carlo Mascilli, chitarra - Alessandro Moretti, fisarmonica - Andrea Ronga, contrabbasso - Stefano Rapicavoli, percussioni). Direttore Pia Palmieri.